Salve colleghi.
La mia consueta formula introduttiva, ormai celebre per i miei colleghi-lettori, compare nuovamente nell’universo dei blog dopo più di un mese di silenzio.
Potrei giustificare il mio arresto bloggistico denunciando un blocco dello scrittore; oppure, data la spropositata mole di caffè che si prendono quotidianamente qui, lamentare l’eccessiva quantità di fonti di ispirazione che creano collo di bottiglia.
Potrei semplicemente dirvi che vivo da turista e il pomeriggio preferisco andare al mare, il verde mare dello Ionio, anziché rimettermi davanti al pc che scalda l’ambiente, già bollente di suo.
Potrei. Ma non devo dare conto a nessuno, perciò leggete, zitti e mosca.
L’argomento da pausa caffè di oggi prende spunto da una riflessione di cui ho fatto partecipe il mio nuovo collega-compare, Gerry, riguardo alla mia nuova vita nella provincia ionica.
La mia vita è drasticamente cambiata nel giro di pochi mesi. Sono un diciottenne che sulla patente dichiara trent'anni.
L'altro giorno per esempio, ero con il collega Gerry a scorazzare per le vie del lungomare di Taranto a cavallo della mia bici rossa, cercando di evitare le macchine controsenso. Sembrava di guidare in Inghilterra...
In tutta questa fase post-puberale mi rendevo conto del fatto che quando le cose iniziano a ritornare ognuna al suo posto, non solo per me, ma per tutto l’ordine universale.
Lo si evince dalle piccole cose e vi porto alcuni esempi.
In primis vorrei notare che, almeno virtualmente sono tornato sotto una donna. Infatti ora sono sotto la Marina, e spero che Marina ne goda di tale situazione. Del resto di cognome faccio Lupo e spero che questa sia la svolta di passaggio da Lupo Solitario a Lupo di Mare.
Con me è stato assunto un ragazzo, il caro Vinciguerra. E dato che siamo dipendenti del Ministero della Difesa, ovviamente è palese il buon intento del nostro Governo per mettercela tutta per risollevare le sorti della Marina Militare.
Nell’ufficio dove sto attualmente prestando servizio vi è un incaricato, tra i dipendenti, alla chiusura della struttura al termine dell’orario di lavoro. Non poteva che chiamarsi A. Sanpietro.
Attualmente il mio capo si chiama La Sorte. E ci sta tutto, dato che tutti noi stiamo sempre sotto la sorte…
Il reparto Grandi Motori è tenuto dal sig. Cofano e la gestione della mensa dal dott. Ingordo.
All’ingresso della struttura inoltre, c’è una guardia che ha un visibile problema nell’apertura e nella chiusura della palpebra. L’altro giorno andai a chiedergli se, per una mia esigenza personale, ci fosse stato un particolare permesso ufficiale; all’impossibilità di tale permesso, la guardia mi dice che si sarebbe potuto chiudere un occhio. Ho capito tutto: il problema alla palpebra è un tipico caso di malattia da lavoro.
Ora ditemi che lo Stato non fa le cose per bene...
Buona serata, buon lavoro!






