Salve colleghi.
Questo post potrà avere il valore di una memoria postuma (quindi è un post-umo) perchè mi sto approntando a pulire il bagno.
So cosa potete pensare: come al solito la fa drammatica. Forse avete ragione, ma permettete che vi esponga la fredda elencazione dei fatti.
Il mio bagno è veramente piccolo, ma c'è tutto. Chi ha ideato la disposizione dei sanitari era un eroinomane schizzato degli anni ottanta che tra una spada e l'altra passava le sue insulse ore davanti al videogioco del Tetris. Del resto il mio nome ha origini russe e me lo merito.
Il water (vetroni) è perfettamente incastrato al lavandino minimal chic; i vantaggi non sono da sottovalutare; la seduta offre un comodo riposo per la cervicale, dato il confortevole appoggio offerto alla mia nodosa fronte.
Il lavandino, altresì, consente un sano stretching mattutino per la lavanda ascellare, essendo delle dimensioni esatte della mia ascella.
Il bidet è un capolavoro di architettura zen. Secondo le più raffinate tecniche del feng shui la sua inclinazione a 45° rispetto al muro mi consente di poter inforcare la seduta senza mettere il ginocchio sinistro a mo' di stola attorno al collo.
Quando mi lavo il cu|_o sembro una di quelle anziane signore che viaggiano dietro la Vespa del proprio attempato marito.
La doccia ritengo sia in realtà sovradimensionata: se con la schiena mi appoggio al muro riesco addirittura ad entrare nel piatto doccia, erezione mattutina compreso.
Sul piccolo bassorilievo che funge da mensola riesco ad appoggiare con sapiente maestria spazzolino, rasoio, dentifricio, saponette nuove, schiuma da barba, dopobarba, filo interdentale (ovviamente a spezzoni, non con tutta la spoletta), polvere, tappo del lavandino, phon, ciabatte, accapatoio...
Sotto il lavandino ho ricavato anche l'angolo lettura: sullo sgabello alto 25cm appoggio le mie preziose "Settimana Enigmistica" facendo attenzione, con distinta cavalleria, a non offrire le mie terga al guardo pudico della Suzie mentre fa le sue domande del cazzo.
La penna me la porto da fuori ogni volta.
Veniamo alle pulizie.
Pulire il mio bagnetto è come spazzolare i denti del giudizio. All'apparenza perfetti, bisogna raggiungere posti impensabili per tirar fuori tonnellate di merda rancida. Mi sto attrezzando ad usare il "Rio Azzurro" sul succitato filo interdentale.
Il pavimento lo pulisco con due stracci messi uno affianco all'altro: in questa maniera copro già tutta la superficie calpestabile del bagno.
Il lavandino lo pulisco con un cotton-fiock; stando attento a non far cadere l'acqua per terra. La doccia e il bidet si puliscono da soli dagli schizzi della restante detersione.
Detto questo, mi rendo conto che la pausa caffè è finita e lo scovolino mi sta chiamando.
MANDALA!
Buona serata a tutti!.

Questo post potrà avere il valore di una memoria postuma (quindi è un post-umo) perchè mi sto approntando a pulire il bagno.
So cosa potete pensare: come al solito la fa drammatica. Forse avete ragione, ma permettete che vi esponga la fredda elencazione dei fatti.
Il mio bagno è veramente piccolo, ma c'è tutto. Chi ha ideato la disposizione dei sanitari era un eroinomane schizzato degli anni ottanta che tra una spada e l'altra passava le sue insulse ore davanti al videogioco del Tetris. Del resto il mio nome ha origini russe e me lo merito.
Il water (vetroni) è perfettamente incastrato al lavandino minimal chic; i vantaggi non sono da sottovalutare; la seduta offre un comodo riposo per la cervicale, dato il confortevole appoggio offerto alla mia nodosa fronte.
Il lavandino, altresì, consente un sano stretching mattutino per la lavanda ascellare, essendo delle dimensioni esatte della mia ascella.
Il bidet è un capolavoro di architettura zen. Secondo le più raffinate tecniche del feng shui la sua inclinazione a 45° rispetto al muro mi consente di poter inforcare la seduta senza mettere il ginocchio sinistro a mo' di stola attorno al collo.
Quando mi lavo il cu|_o sembro una di quelle anziane signore che viaggiano dietro la Vespa del proprio attempato marito.
La doccia ritengo sia in realtà sovradimensionata: se con la schiena mi appoggio al muro riesco addirittura ad entrare nel piatto doccia, erezione mattutina compreso.
Sul piccolo bassorilievo che funge da mensola riesco ad appoggiare con sapiente maestria spazzolino, rasoio, dentifricio, saponette nuove, schiuma da barba, dopobarba, filo interdentale (ovviamente a spezzoni, non con tutta la spoletta), polvere, tappo del lavandino, phon, ciabatte, accapatoio...
Sotto il lavandino ho ricavato anche l'angolo lettura: sullo sgabello alto 25cm appoggio le mie preziose "Settimana Enigmistica" facendo attenzione, con distinta cavalleria, a non offrire le mie terga al guardo pudico della Suzie mentre fa le sue domande del cazzo.
La penna me la porto da fuori ogni volta.
Veniamo alle pulizie.
Pulire il mio bagnetto è come spazzolare i denti del giudizio. All'apparenza perfetti, bisogna raggiungere posti impensabili per tirar fuori tonnellate di merda rancida. Mi sto attrezzando ad usare il "Rio Azzurro" sul succitato filo interdentale.
Il pavimento lo pulisco con due stracci messi uno affianco all'altro: in questa maniera copro già tutta la superficie calpestabile del bagno.
Il lavandino lo pulisco con un cotton-fiock; stando attento a non far cadere l'acqua per terra. La doccia e il bidet si puliscono da soli dagli schizzi della restante detersione.
Detto questo, mi rendo conto che la pausa caffè è finita e lo scovolino mi sta chiamando.
MANDALA!
Buona serata a tutti!.








